Ecco un raccontino di alto spessore scritto dal mio grandissimo amico GAO!
Dopo cena
- eccola la mia pollastrella bella bella! ah ah ah!
- cristo santo! roger! che spavento!
roger le si avvicinò alle spalle, come ogni sera, dopo cena, di sorpresa, mentre era al lavandino a sciacquare i piatti.
- ah ah! ah ah! - rideva roger.
- cos'hai là dietro? - chiese carla cercando di riprendersi - il dolcetto per me?
roger teneva il braccio destro dietro la schiena, come ogni sera. e rideva. oh se rideva. ah! ah! ah! ah! gli era preso quasi un tic a forza di risatine.
- ma cos'hai da ridere tanto stasera? - chiese carla cercando di svincolarsi dal lavandino.
si udì un rintocco di campana, l'uccellino schizzò fuori dal nido, emise ventuno cucù, poi tornò di fretta a rinchiudersi, coprendosi gli occhi con le ali.
- perchè mi fissi così? - chiedeva carla - vuoi farmi morire di paura?
- no, carla - rispose calmo roger -. non voglio farti morire di paura.
il sorriso divenne una paresi, lo sguardo rivolto altrove, pensando già al dopo.
- voglio farti morire con questa - disse roger. e tirò fuori dal braccio la mannaia.
- ma che ti prende roger! ROGER!
roger le sferrò un pugno in pieno stomaco. carla cadde in ginocchio tossendo senza fiato. allora roger la prese per i capelli e la trascinò in ginocchio al centro della cucina.
- AIUTO! AIUTO PER L'AMOR DI DIO AIUTO! - implorava carla mentre guardava in faccia la morte, col trucco sciolto sul mento per le lacrime.
- non mi vuoi bene? eh? non mi vuoi più bene? CAZZO! CHE SUCCEDE ROGER!
- certo che ti voglio bene, carla - disse roger alzando la mannia -. anzi... mi fai impazzire.
mercoledì, giugno 20, 2007
venerdì, giugno 15, 2007
Ecco il mio nuovo (professional) blog
Amici dello sport e dello spettacolo, vi comunico l'attivazione di un mio nuovo Blog che, quanto a serietà, si pone agli antipodi rispetto a questo, in sinergia con Nova, l'inserto di Tecnologie del Sole 24-Ore.
Si intitola L'economia della trasparenza. L'obiettivo è scovare le distorsioni nel meccanismo tra domanda e offerta nei prodotti della finanza personale (mutui, credito al consumo, etc.) per aiutare i piccoli risparmiatori ad acquisire gli strumenti di conoscenza indespensabili per difendersi alla ricerca del contratto giusto!!
Se vi va fateci un salto. L'iniziativa, Nova100, è come la definisce Luca de Biase, "è un insieme di autori riuniti da un comune sentire sull'urgenza di innovare e sperimentare, nella ricerca, nella tecnologia, nella creatività".
Si intitola L'economia della trasparenza. L'obiettivo è scovare le distorsioni nel meccanismo tra domanda e offerta nei prodotti della finanza personale (mutui, credito al consumo, etc.) per aiutare i piccoli risparmiatori ad acquisire gli strumenti di conoscenza indespensabili per difendersi alla ricerca del contratto giusto!!
Se vi va fateci un salto. L'iniziativa, Nova100, è come la definisce Luca de Biase, "è un insieme di autori riuniti da un comune sentire sull'urgenza di innovare e sperimentare, nella ricerca, nella tecnologia, nella creatività".
giovedì, giugno 07, 2007
Musica
Del Sara porge l'altra cuffia a Giordano e gli fa:
"Ti piace?"
"Lo conosco"
"E' certo, è famosissimo"
"Sì, è Bob Dilan"
"No, Lennon"
"Ah, Bon Lennon?"
"No, John Lennon".
"Ah"
"Ma cazzo..."
"Ti piace?"
"Lo conosco"
"E' certo, è famosissimo"
"Sì, è Bob Dilan"
"No, Lennon"
"Ah, Bon Lennon?"
"No, John Lennon".
"Ah"
"Ma cazzo..."
mercoledì, maggio 30, 2007
Colloquio per posto di lavoro
Titti è andato a cercare lavoro.
Alla prima domanda dell'Ufficio del personale: "Dove abiti?"
ha risposto: "In Via del tutto eccezionale".
Alla prima domanda dell'Ufficio del personale: "Dove abiti?"
ha risposto: "In Via del tutto eccezionale".
A Berlusconi
Un giorno, il grande Lino Banfi, incontrando Berlusconi gli domandò:
Va bene Italia Uno
Milano Due
Milano Tre
Rete 4
Capisco anche Canale 5...
Ma tu..chi chezzo 6?
Va bene Italia Uno
Milano Due
Milano Tre
Rete 4
Capisco anche Canale 5...
Ma tu..chi chezzo 6?
giovedì, aprile 26, 2007
L'ironia
Mi sento Jim Morrison ma non so cantare, né scrivere poesie. Percorso neurale per eccellenza l’ironia fa dell’uomo un filosofo. E’ il vezzo con cui il nonsenso prende corpo e vaga, sui ritmi dell’intelligenza, nelle nostre menti mentre piano piano, prende corpo e senso. In questo percorso, immaginato e realizzato, l’ironia è il più bel modo di scendere a patti con la realtà. E’ un’esperienza assiomatica. Nasce ovunque, da chiunque, stimolata dalla semplice naturalezza delle cose. Talvolta costruita sottobanco da professionisti, talvolta spontanea come un fiore selvatico, innesca nell’uomo reazioni così simili da continente in continente che vien da pensare che, l’ironia stessa, è l’arte di sbeffeggiare la condizione dell’uomo, l’arte che unisce culture diverse, tradizioni lontane, città e radure. L’ironia, spontanea, è sì un’arte, un ritmato decostruire e ricostruire spazi e luoghi. Può rendere romantico un pilastro, e questo stesso sa, che dopo tutto, tornerà pietra. E’ un vagheggio, una sottile pausa al servizio dell’ingegno. Un attimo che entusiasma. Uno scatto breve e allusivo. Un negroni sbagliato. Un dolce virare verso la felicità. Seduce. Zeppa di abbagli e richiami è la condizione dell’uomo che non si sottovaluta. A volte è un dialogo, una schioppettata, una penna fumante, uno sguardo malconcio. L’ironia è l’insieme di frammenti desueti che sfuggono dal quotidiano, dal pensare con gli occhi aperti. Ha l’onore di un’arte povera. Nessuno è in grado di resisterle. L’ironia è forse niente più che un pensiero, un sogno pensato. E’ n’amica.
giovedì, aprile 19, 2007
Questione di bene
Ecco una prima lista del "trattatello del bene". Seguirà Trattato ad opera di Claps e del nobile Tiziano.
- Bene riguardoso: bene che si nutre verso persona che incute timore reverenziale
- Bene totale: bene che si nutre verso fanciulle dal cuor gentile
- Bene specifico: bene instillato nell’animo nobile da un singolo pregevole gesto
- Bene generico: bene non motivato da un episodio puntuale, ma da un generale apprezzamento verso la persona oggetto del bene
- Bene stimato: particolare forma di bene, che si accompagna a un profondo sentimento di stima
- Bene malpreso: che tipico della situazione in cui uno ti vuol sempre bene però, cazzo, amico ’sto ’ncasinato
- Bene ciao: forma d’affetto che si manifesta quando si saluta con un sorriso da cui si denota il nutrimento di un bene quantomeno riguardoso; simile all’ormai desueto “bene-le-porgo-i-miei-omaggi”, di cui esiste anche la versione sicula “bene-baciamo-le-mani”
- Bene netto: l’affettuosa affezione che si manifesta a fine serata, il netto appunto tra gioie e dolori instillati dall’oggetto del bene; nei confronti di persone non propriamente gradite può essere espresso anche come “Perdita netta di odio”
- Bene riguardoso: bene che si nutre verso persona che incute timore reverenziale
- Bene totale: bene che si nutre verso fanciulle dal cuor gentile
- Bene specifico: bene instillato nell’animo nobile da un singolo pregevole gesto
- Bene generico: bene non motivato da un episodio puntuale, ma da un generale apprezzamento verso la persona oggetto del bene
- Bene stimato: particolare forma di bene, che si accompagna a un profondo sentimento di stima
- Bene malpreso: che tipico della situazione in cui uno ti vuol sempre bene però, cazzo, amico ’sto ’ncasinato
- Bene ciao: forma d’affetto che si manifesta quando si saluta con un sorriso da cui si denota il nutrimento di un bene quantomeno riguardoso; simile all’ormai desueto “bene-le-porgo-i-miei-omaggi”, di cui esiste anche la versione sicula “bene-baciamo-le-mani”
- Bene netto: l’affettuosa affezione che si manifesta a fine serata, il netto appunto tra gioie e dolori instillati dall’oggetto del bene; nei confronti di persone non propriamente gradite può essere espresso anche come “Perdita netta di odio”
venerdì, marzo 30, 2007
I reality hanno rotto
Con i reality la tv sembra aver imboccato una strada senza uscita. A far traboccare il vaso è stato probabilmente "Un due tre stalla".
Sulla Stampa di oggi c'è un titolo straordinario che riassume i desideri del volgo ribelle al trash.
"Reality, sciò"
Sulla Stampa di oggi c'è un titolo straordinario che riassume i desideri del volgo ribelle al trash.
"Reality, sciò"
martedì, marzo 13, 2007
Dedicato alla moglie di Michelle Houellebecq (se ce l'ha)
Sono poche le notti in cui mi soffermo a pensare, tante quelle in cui galleggio. Prima di addormentarmi mi porto dietro il ricordo di una giornata e mi rallegrano i passi, lontani, dei progetti in divenire. Con questo slancio mi accovaccio sul guanciale e passo il testimone alla notte, maestra e padrona. In un sogno mangio aragoste a fianco alla mia amata. Sto per dirglielo, rompere gli indugi, rinunciare a un incantesimo. Trattengo il fiato e parto, spedito come un pesce in un fiume d’acqua dolce, quieto come un gatto che tradisce di giorno. Le racconto del mio amore alle particelle, del mio stato di sognatore, che una candela ammicca, smodata, per lei. Il fiato, raggomitolato in una sottile speranza, si erge vispo dopo le prime parole. E i pensieri, in fila e in crocchia, si dispongono medicamentosi al mio cenno di schierarsi. Le parlo, con enfasi ruggente, che quello che accade è mite dipanarsi di un rovello, che è una questione di tutto o niente, che le passeggiate son rubizze scorribande toponomastiche senza lei, e che le notti sono incestuosi scherzi con il tempo quando la sua pelle di velluto non respira sulle lenzuola. Le spiego, che il tempo e i saggi lo avevano predetto. Un bastone vicino a un fuoco che illumina una ruminante barba bianca. Vorrei stringerla, serpenti che si intrecciano, e portarla al mio passo, in una torre d’avorio. Amarla e raccontarle che la pace nel mondo esiste. Esuli stinti tutti gli altri poveri illusi. Vorrei recitarle Shakespeare e rapirla. Parlo, parlo. La vita è un origamo che sta nel cielo. La vera felicità consiste nel conoscersi così bene da ricoprirne fedelmente le orme.
Ciao
Ciao
Glossario: determinismo (bozza 34, ciak)
Glabre, canute. Stanche. Gialli occhi che faticavano a seguire il secco percorso dei loro sali che, perle sulla fronte, si spegnevano dopo un metro, dabbasso, sull’asfalto rovente. Un bastone e una sedia, materiale stinto di inizio secolo, come le loro vite, sparse adesso in altri Paesi, mentre a loro, protagoniste in dissolvenza, restava la triste parata dell’hic et nunc.
Quella mattina, la radio di San Crispino dava le temperature: 45 gradi. Non aveva mai fatto così tanto caldo là, in quell’involucro tra le colline di Lanzarote e la pianura del Saliceto.
Donna Maria parlò, a voce bassa, le labbra digrignate dal tempo e i suoi 15 denti, compagni di banco di quell’ultima parata: “Marco e Priamo prego per voi”. Si rivolgeva, bizzosa, ai suoi due nipotini che da tempo non andavano più a farle visita e che quell’estate non avevano rinunciato a nemmeno una serata nelle discoteche del Pressano per fare un salto in quel paesaccio dove erano pasciuti, a carezzare le gote vizze della nonna.
Dirimpetto, con quattro occhietti vispi, echeggiava Renata, la battezzante di Priamo: “Fin qui su..fin qui là”. Una folata di afa trasportava quel suono fino a Donna Carla, smarrendolo. Questa, taciturna, non aveva l’aria di pensare ad alcunché, beava in una frottola che qualche figlio, anni fa, le aveva raccontato. Gli scienziati erano vicini all’elisir della vita, una pozione che rigenerasse i tessuti e mandasse in pensione comara Morte.
Nulla sembrava spaventare le astanti di via Guitti, in quel paesello di 500 anime, mentre il sindaco festeggiava ad Ibiza il nuovo mandato.
Quella mattina, la radio di San Crispino dava le temperature: 45 gradi. Non aveva mai fatto così tanto caldo là, in quell’involucro tra le colline di Lanzarote e la pianura del Saliceto.
Donna Maria parlò, a voce bassa, le labbra digrignate dal tempo e i suoi 15 denti, compagni di banco di quell’ultima parata: “Marco e Priamo prego per voi”. Si rivolgeva, bizzosa, ai suoi due nipotini che da tempo non andavano più a farle visita e che quell’estate non avevano rinunciato a nemmeno una serata nelle discoteche del Pressano per fare un salto in quel paesaccio dove erano pasciuti, a carezzare le gote vizze della nonna.
Dirimpetto, con quattro occhietti vispi, echeggiava Renata, la battezzante di Priamo: “Fin qui su..fin qui là”. Una folata di afa trasportava quel suono fino a Donna Carla, smarrendolo. Questa, taciturna, non aveva l’aria di pensare ad alcunché, beava in una frottola che qualche figlio, anni fa, le aveva raccontato. Gli scienziati erano vicini all’elisir della vita, una pozione che rigenerasse i tessuti e mandasse in pensione comara Morte.
Nulla sembrava spaventare le astanti di via Guitti, in quel paesello di 500 anime, mentre il sindaco festeggiava ad Ibiza il nuovo mandato.
domenica, marzo 11, 2007
venerdì, febbraio 16, 2007
Make it in!
Se non vuoi stare qui, devi andare lì
se non mi stimi, ti stimavo io
se non vieni, vai
se non dormi, fai il dossier
se non governance, informatica
se non idraulico, partita
se partita, non è qui
se non torna, se ne va
se nasello, tocchi
se non tocchi, del qui
se non mi stimi, ti stimavo io
se non vieni, vai
se non dormi, fai il dossier
se non governance, informatica
se non idraulico, partita
se partita, non è qui
se non torna, se ne va
se nasello, tocchi
se non tocchi, del qui
giovedì, dicembre 21, 2006
Venia
Da quando lavoro a pieno regime aggiorno questo blog con il contagocce..ma mi farò perdonare...
buon anno!
buon anno!
giovedì, novembre 30, 2006
Fenomenologia applicata al nonsenso finanziario di una ordinaria giornata di lavoro
Potremmo cominciare anche noi a fare delle dispute malmostose come i nostri dirimpettai, discutendo ad esempio così:
L: «Guarda che i fondi comuni sono ottimi».
D: «Ma no, ti danno rendimenti inferiori».
L.: «Inferiori, ma ottimi».
D: «Appunto, inferiori».
L: «Ma ottimi».
D: «Guarda che le ultime rilevazioni non lasciano dubbi»
L: «Sì, ma i rendimenti sono ottimi».
L: «Guarda che i fondi comuni sono ottimi».
D: «Ma no, ti danno rendimenti inferiori».
L.: «Inferiori, ma ottimi».
D: «Appunto, inferiori».
L: «Ma ottimi».
D: «Guarda che le ultime rilevazioni non lasciano dubbi»
L: «Sì, ma i rendimenti sono ottimi».
mercoledì, novembre 29, 2006
Pensavo di poterti stimare...
Un n'amico:
…invece non meriti il mio rispetto e la mia considerazione, se non a un livello subordinato e surrettizio, nonostante il colore dei tuoi capelli e la tua confessione di stretta osservanza intercambiabile, salafita, copta, maronita o sefardita, ma forse proprio la tua poliedrica mutevolezza costituisce ai miei occhi un limite cogente, dal quale è difficile oltremodo (e oltremisura) elevare lo spirito e la facoltà di sviluppo della cognizione sapienziale, quanto meno in ottica paradigmatica e non diagnostica..
…invece non meriti il mio rispetto e la mia considerazione, se non a un livello subordinato e surrettizio, nonostante il colore dei tuoi capelli e la tua confessione di stretta osservanza intercambiabile, salafita, copta, maronita o sefardita, ma forse proprio la tua poliedrica mutevolezza costituisce ai miei occhi un limite cogente, dal quale è difficile oltremodo (e oltremisura) elevare lo spirito e la facoltà di sviluppo della cognizione sapienziale, quanto meno in ottica paradigmatica e non diagnostica..
mercoledì, novembre 22, 2006
Un giovane astro del calcio
I miei "namici" della redazione commentano così le mie doti da calciatore:
Attaccante brevilineo e di movimento, Paulo Lopseta Vitiňo nasce alla periferia di Lisbona il 30 giugno 1978. Cresce nelle giovanili dello Sporting Palafata, con cui debutta giovanissimo in terza serie, conquistando subito il record di espulsioni nella storia del campionato portoghese (11 cartellini rossi in 31 partite).
All’età di 24 anni passa al Benfica, dove si segnala per l’inutile insistenza nel dribbling, l’inconcludenza sottoporta e la ricerca di giocate spettacolari che raramente gli riescono. In sette stagioni nella massima serie, colleziona 140 presenze, realizzando 6 reti, di cui 2 calci di rigore.
All’età di 30 anni, la strenua lotta con la bilancia – che lo vede regolarmente sconfitto e soprappeso – induce i dirigenti del Benfica a cederlo alla sua vecchia squadra, il Palafata. Una rivolta dei tifosi palafatini constringe però il presidente a rescindere il contratto, pagando un’onerosa penale al Benfica, squadra in cui milita tutt’ora.
Attaccante brevilineo e di movimento, Paulo Lopseta Vitiňo nasce alla periferia di Lisbona il 30 giugno 1978. Cresce nelle giovanili dello Sporting Palafata, con cui debutta giovanissimo in terza serie, conquistando subito il record di espulsioni nella storia del campionato portoghese (11 cartellini rossi in 31 partite).
All’età di 24 anni passa al Benfica, dove si segnala per l’inutile insistenza nel dribbling, l’inconcludenza sottoporta e la ricerca di giocate spettacolari che raramente gli riescono. In sette stagioni nella massima serie, colleziona 140 presenze, realizzando 6 reti, di cui 2 calci di rigore.
All’età di 30 anni, la strenua lotta con la bilancia – che lo vede regolarmente sconfitto e soprappeso – induce i dirigenti del Benfica a cederlo alla sua vecchia squadra, il Palafata. Una rivolta dei tifosi palafatini constringe però il presidente a rescindere il contratto, pagando un’onerosa penale al Benfica, squadra in cui milita tutt’ora.
domenica, novembre 05, 2006
Musica
Consiglio l'ascolto di Tago Mago (Can).. 1971 ma iperfuturista..a tutt'oggi non c'è nulla di simile in giro!
giovedì, novembre 02, 2006
Questiione di (carta) identità
Uomini, avete mai pensato a come sarebbe stata la vostra vita sino a ieri se vi foste chiamati Nevio o Serse?
E voi donne, avreste ottenuto risultati migliori/peggiori qualora comunalmente risulteresti quali Leonella o Rina?
A mio avviso il nostro nome è una scia indelebile che ci portiamo dietro capace di illiminare/spegnere le nostre azioni...
E voi donne, avreste ottenuto risultati migliori/peggiori qualora comunalmente risulteresti quali Leonella o Rina?
A mio avviso il nostro nome è una scia indelebile che ci portiamo dietro capace di illiminare/spegnere le nostre azioni...
giovedì, ottobre 26, 2006
Scienza a luci rosse
E' stato appena scoperto il più grande uccello della storia. La notizia, riportata da Nature, non fa scalpore in se per sé se non altro perché si tratta di un guinness. La cosa sorprendente è che il ricercatore autore della scoperta (che fa un balzo nella storia di 15 milioni di anni) sia l'argentino Luis Chiappe.
Non è una barzelletta, ma giornalismo alla SuperQuark.
Non è una barzelletta, ma giornalismo alla SuperQuark.
Iscriviti a:
Post (Atom)